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Proteggere gli equilibri per difendere il valore

Gestire la crisi della famiglia richiede disponibilità all’ascolto, rigore nell’analisi del caso, lucidità, equilibrio e visione strategica.

Ogni Cliente porta una storia che è unica e merita risposte personalizzate e calibrate sui suoi obiettivi: è per questo che le soluzioni giuridiche devono essere pianificate con metodo e attenzione massima ai dettagli.

Scegliere la strategia migliore significa anche prevenire il conflitto, quando è possibile, privilegiando strumenti negoziali evoluti e proponendo soluzioni rapide, efficaci e durature nel tempo, idonee a preservare la continuità delle relazioni familiari e l’integrità del patrimonio.

Cosa dicono di me

Domande frequenti

Le risposte alle domande che i Clienti pongono più spesso in materia di separazione, divorzio e tutela dei figli.

Se uno dei coniugi chiede la separazione, l’altro è obbligato a «subirla»?

La risposta è : se si sono verificati fatti che hanno reso intollerabile la convivenza, è sufficiente che uno dei due coniugi manifesti la volontà di separarsi per ottenere dal Giudice la pronuncia. Non è necessario che i coniugi siano d’accordo.

Se ci sono figli minorenni, in caso di disgregazione del nucleo, è frequente che vengano affidati solo a uno dei due genitori?

La risposta è di prassi No: la legge n. 54/2006 ha sancito che in caso di separazione i figli restano affidati a entrambi i genitori, in nome del principio della cosiddetta «bigenitorialità». L’affidamento dei figli a un solo genitore costituisce un’eccezione, nel caso in cui vi siano condizioni di pregiudizio nell’affidarli a entrambi (particolari condizioni di vulnerabilità del genitore, dipendenze da sostanze e/o alcool, violenza domestica, grave trascuratezza verso il figlio, ecc.).

È possibile oggi fare subito il divorzio?

La risposta è No: nel nostro ordinamento occorre prima separarsi e solo dopo il decorso del termine di legge è possibile divorziare. La riforma Cartabia, entrata in vigore il 28 febbraio 2023, ha però reso possibile proporre in un unico ricorso e in cumulo tra loro sia la domanda di separazione sia quella di divorzio.

Dopo quanto tempo dalla separazione è possibile chiedere il divorzio?

Se la separazione è stata consensuale, è possibile divorziare già 6 mesi dopo; se invece la separazione è stata giudiziale, il termine è di 12 mesi.

È obbligatoria l’assistenza dell’Avvocato per separarsi?

La risposta è : la difesa tecnica è obbligatoria per legge. Solo in assenza di prole, o con figli maggiorenni ed economicamente autonomi, è possibile rivolgersi al Sindaco del comune di residenza e separarsi o divorziare senza necessità dell’Avvocato. In quel caso non sono però ammesse domande a contenuto economico, ma solo la domanda sullo status.

Il genitore disoccupato è esonerato dal contribuire al mantenimento dei figli?

La risposta è No: mantenere la prole è un dovere fondamentale, sancito dall’art. 30 della Costituzione e dall’art. 315 bis c.c. Grava su entrambi i genitori in proporzione alle rispettive capacità e non ammette deroghe, neppure quando il genitore sia in difficoltà e/o privo di reddito. In presenza di genitori disoccupati la misura del contributo economico per i figli viene calmierata, ma non azzerata, perché il figlio ha diritto a ricevere assistenza economica fino al raggiungimento dell’indipendenza economica.

Esiste una soglia di età in cui il figlio maggiorenne viene considerato autonomo anche se privo di lavoro?

La risposta è No: non esiste per legge un’età anagrafica codificata in cui cessa l’obbligo dei genitori al mantenimento dei figli. Il compimento dei 18 anni non fa venir meno l’obbligo del genitore di mantenerlo. Il Giudice valuta le circostanze del caso e può liberare il genitore dall’obbligo di mantenimento in caso di inerzia prolungata e ingiustificata del figlio.

I figli hanno tutti gli stessi diritti?

La risposta è : la legge n. 219/2012 ha decretato la parificazione dei figli, a prescindere dalla condizione in cui è avvenuta la nascita. La riforma Cartabia ha avuto il merito di unificare i riti, introducendo un’unica procedura sia per la regolamentazione dei rapporti dei figli matrimoniali sia di quelli nati da relazione di convivenza.

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